La mia Avventura è iniziata così…
Pubblicato da stefaniaferri su Ottobre 1, 2008
Progetto Calamaio: tutto parte dal gruppo, vera palestra di vita e risorsa per tutti
di Stefania Ferri (Progetto Calamaio di Reggio Emilia)
Se entri nel Gruppo e vi stringete in un cerchio, il vostro calore combatterà le “Intemperie della Vita”… Arriverà in alto e farà uscire il sole che caldo e splendente più che mai riempirà i vostri cuori di Forza, voglia di fare e allegria; Ci vorrà tempo ma tutti insieme costruirete qualcosa di importante, qualcosa che lascerà Segni Colorati dentro di voi e ovunque andrete…!
Stefania Ferri
Mi chiamo Stefania ho 21 anni e abito in provincia di Reggio Emilia. Frequento con molta passione e molto orgoglio il secondo anno di Scienze dell’Educazione presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Amo ridere, stare con gli amici e in mezzo alla gente, andare in giro, studiare, imparare cose nuove e fare nuove esperienze. Amo essere sempre in movimento con il cuore, con la mente ma anche fisicamente! Ora questa frase apparentemente non avrebbe nulla di strano, di paradossale, se non fosse per il fatto che sono “disabile” dalla nascita ed ho proprio qualche difficoltà di movimento… Ora tenendo conto di questo “piccolo dettaglio”, una domanda che subito mi “saltella su e giù”, toccando prima la mente poi il cuore e viceversa e che perciò devo pormi è questa: come fa una ragazza disabile, e per di più con delle difficoltà di movimento, ad essere sempre in movimento? E ad amare profondamente tutto questo movimento? La risposta a questa domanda sta quasi tutta nell’esperienza che ho vissuto e vivo tuttora al Progetto Calamaio.
Nel 2005 ho partecipato a un corso di formazione condotto dal C.D.H. di Bologna, che aveva come obiettivo il tentativo di creare un Gruppo Calamaio anche a Reggio Emilia.
Tutto nel Progetto Calamaio parte dal GRUPPO che è il punto da cui si parte e in cui si ritorna sempre.
Nonostante la mia esperienza in questo contesto sia ancora molto fresca e agli inizi, credo che qui il gruppo sia fondamentale almeno per tre motivi principali che proverò ad approfondire.
1) All’ interno del gruppo si impara a sperimentarsi e mettersi in gioco dal punto di vista relazionale, psicologico ed emotivo in una dimensione collettiva, di condivisione reciproca, migliorando notevolmente le proprie capacità di stare con gli altri. Nel gruppo si scoprono, si condividono e si cerca di accettare le reciproche diversità, che pian piano si mescolano le une con le altre diventando fonte di grande ricchezza per tutti.
Io credo fermamente, perché l’ho vissuto e lo vivo tuttora sulla mia pelle, che se ad un certo punto, dopo tanto lavoro insieme, la propria diversità, così come quella degli altri, smette di essere un problema, un qualcosa di negativo e diventa piuttosto qualcosa di normale, qualcosa che fa parte di sé e degli altri, qualcosa di seducente, interessante, qualcosa che non allontana ma avvicina ed è una grande risorsa per tutti. Si smette di vedersi e sentirsi disabile, straniero, bianco, nero giallo, timido, troppo alto, basso, magro, grasso ecc. e si inizia lentamente a vedersi, sentirsi ed essere, ciò che realmente si è: io ho capito che sono Stefania, una persona con pregi, difetti, limiti, risorse, difficoltà, paure, forze, possibilità e tante altre cose ancora.
Anche il resto del gruppo lo capisce e così tutti si inizia a vedersi, reagire e relazionarsi in una prospettiva diversa. Guardando e stando nel gruppo si capisce pian piano che ognuna delle cose che sta dentro alle singole persone è meravigliosa e vale la pena di essere scoperta. Si capisce che la ricerca di nuove ricchezze è infinita. Nel gruppo si vede che ognuno inizia a muoversi nel modo che più gli appartiene, come può, stando sempre vicino ai compagni, per sostenerli e farsi sostenere durante il viaggio. Vedendo gli altri andare si capisce che tutte le persone possono muoversi, viaggiare, avere delle possibilità… e quindi anch’io… nonostante le difficoltà di movimento. Allora si prende coraggio, si entra nel gruppo, ci si stringe agli altri nel cerchio e si sente che ci si può muovere con il cuore, con la mente ma, anche fisicamente e così inizia il grande e straordinario viaggio.
2) Partendo dal gruppo si impara a conoscersi, sperimentarsi e mettersi in gioco dal punto di vista relazionale, psicologico ed emotivo all’interno della propria dimensione personale ed individuale, migliorando notevolmente le proprie capacità di stare con se stessi.
Questo può apparire scontato, ovvio, banale perché siamo a contatto con gli altri e con noi stessi ogni giorno e forse pensiamo di sapere già stare in un gruppo o con la nostra dimensione personale emotiva ed intima e di avere già raggiunto il nostro equilibrio psicofisico emotivo e relazionale. Dall’esperienza nel gruppo ho imparato a non dare certe cose per scontate.